Nazional Popolare – Teatro Ringhiera

Nazional Popolare, di e con Serena Sinigaglia, con Mattia Fabris e Arianna Scommegna. Visto ieri sera al Teatro Ringhiera. Sul sito del teatro consigliano di vederlo per qiesto motivo: “La propaganda e’ un’arte, non importa se questa racconti la verità. Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte: diventerà una verità.” (Joseph Goebbels). 

Questo è quello che fa la televisione, ogni giorno, filtrando opportunamente i messaggi e togliendoci, sottilmente, il controllo del nostro tenpo libero. Questo spettacolo non ci racconta niente di nuovo dopo tutto, e anche la Sinigaglia è consapevole che sta parlando a chi queste cose già le sa ed è adulto e vaccinato contro il veleno della TV. Altrimenti il sabato sera non sarebbe seduto in un teatro.

Ma lo spettacolo è anche il grido di dolore di Serena: perché non è possibile fare una vera cultura “Nazional Popolare”, nel senso in cui la intendeva Gramsci, che infatti viene citato in apertura con le sue Lettere dal Carcere (la n. 41 se ben ricordo)? Forse anche lei rimpiange la tv delle origini (abbondantemente citata in diversi spezzoni filmati) nella quale un timido tentativo di portare la cultura alle masse era presente. Oggi, invece, la volgarità di Ricci e Signorini invade lo schermo come un blob ammorbante.

Troppi gli spunti per riportarli tutti. La Sinigaglia ha effettivamente realizzato uno spettacolo Nazional Popolare nel quale ci si diverte, si ride, e si pensa. Peccato per l’intervento di Massimiliano Panarari, esperto di comuncazione e mass-media, autore de “L’egemonia Sottoculturale”che ha tenuto un discorso eccessivamente lungo e convoluto.

 

 

 

Natale a Casa Cupiello

Ieri sera abbiamo visto Natale a Casa Cupiello, la famosissima commedia tragica di Eduardo del 1931, in una magistrale reinterpretazione di Fausto Russo Alesi al Piccolo Teatro Studio di Milano.

Magistrale per la bravura quasi impossibile di Russo Alesi, reinterpretazione perchè un pezzo scritto per 16 personaggi più i vari vicini di casa (tanti ne ho contati sulla scheda di Wikipedia) è stato trasformato in un monologo. Senza per questo perdere niente della commedia originale. Una scenografia scarna, essenziale, bellissime le luci, ora calde ora fredde a sottolineare i momenti più drammatici e intensi.

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Rocl??, il circo degli oggetti abbandonati

Ieri siamo andati a Stabio dove Claudio e Consuelo preentavano il loro spettacolo di clown e giocolieria intitolato “Il circo degli oggetti abbandonati” nell’ambito della rassegna di teatro per bamibini Maribur. Uno spettacolo per bambini, forse, ma sicuramente da raccomandare agli adulti. 

Si parte con un palcoscenico pieno di rifiuti, e si finisce con un palcoscenico ordinatissimo (vedi exhibit A e B qui sotto). Consuelo è una donna di servizio un po’ eccentrica, mentre Claudio è un suo amico artista che deve fare uno spettacolo, ma ha bisogno di trovare nuovi strumenti.

Nell’ammasso di rifiuti però si nascondono dei tesori, e quindi un bidone e uno spago si trasgormano in un contrabbasso, mentre una sega diuventa un violino.

Il messaggio, per grandi e per i piccoli, è che riciclare è più importante che comprare e buttare, e infine ci spiegano anche come fare una corretta raccolta differenziata. 

Questo spettacolo dovrebbe essere obbligatorio per tutti i ragazzi dai 6 ai 18 anni!

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Nudi e crudi, Teatro della Cooperativa

Mi piace sempre ritornare al Teatro della Cooperativa, un po’ per la posizione decentrata, un po’ per il cartellone sempre interessante, e anche per i cimeli del Foyer.

Nudi e Crudi è una commedia brillante di Alan Bennet il cui titolo originale era “The clothes they stood in” (non chiedetemi come sono arrivati al titolo in italiano). La commedia inizia con il rientro a casa dopo una serata all’opera dei proprietari che la trovano completamente svaligiata: ogni cosa, anche la carta igienica, è sparita.In seguito si scoprirà che le cose non sono andate proprio come si pensava all’inizio. Questo è il pretesto per Bennet per descrivere le incomprensioni di una coppia della borghesia medio-alta inglese e le frustrazioni di una moglie trascurata e ignorata da un marito perso nel suo lavoro e nella passione per Mozart e infine nel disprezzo per coloro che sono più in basso di lui nella scala sociale.

Tre attori in scena, Alessandra Faiella e Max Pisu, di una certa notorietà televisiva, e poi Claudio Moneta in diversi ruoli (poliziotto, psicologo, custode fricchettone, vicino di casa), per me il più bravo dei tre.

Rispetto a “Rumori fuori Scena” Michael Frayn visto la scorsa stagione siamo in un’altra categoria (inferiore), ma comunque un buon lavoro.